Farmacopea

Farmacopea

La farmacopea è l’arte di utilizzare i principi curativi di piante, minerali ed elementi naturali per agire sul Qi del corpo riportandolo in equilibrio là dove l’armonia è persa.
Non si tratta di un semplice formulario di preparati medicamentosi, ma di una vera e propria branca della filosofia Xiu Zhen Dao rivolta allo studio profondo della virtù terapeutica propria degli elementi naturali, in particolar modo delle piante.

Le erbe sono doni che la natura ci offre per riportare in risonanza la nostra energia vitale con il Qi universale. L’uso delle erbe come trattamento delle malattie è antico quanto l’uomo ed anche di più se si considera che gli animali si nutrono da sempre di piante per curare se stessi.

In Cina già 3500 anni fa le popolazioni conoscevano l’efficacia terapeutica delle erbe ed in generale di tutto ciò che era “naturale”.
Una delle differenze fondamentali tra la farmacopea occidentale (erboristeria) e quella orientale, infatti, è che quest’ultima utilizza oltre alle foglie anche erbe, radici, semi, frutti, fiori, cortecce, parti di animali, minerali.

Le erbe e le loro combinazioni che la farmacopea cinese ha scoperto sono innumerevoli, perché fin da tempi remoti ogni famiglia era solita occuparsi di erboristeria. Per questo, con il passare dei secoli, si sono sviluppate e tramandate le combinazioni più efficaci e sorprendenti.

Si narra che l’Imperatore Shinno si recasse ogni giorno nei campi per studiare piante ed erbe e, per capirne le loro proprietà le mangiasse: si racconta che sia arrivato ad avvelenarsi anche 80 volte al giorno. Shinno fu il primo ad insegnare l’agricoltura e l’erboristeria medica.
Storicamente, però, il primo infuso si fa risalire al cuoco I-Yin, considerato il primo ad aver sviluppato l’erboristeria cinese a scopo medicinale.

Le piante e l’uomo

Il medico dell’antica Grecia Ippocrate già 2500 anni fa affermava:

«Le persone più lontane dalla natura sono le più vicine alle malattie»

Se non sapessimo che queste parole provengono da lui potremmo anche credere che è un taoista a parlare.

La farmacopea cinese mantiene vivo il concetto di interazione tra uomo e natura e tra le due energie Yin e Yang.
Come per la medicina tradizionale cinese, anche per la farmacopea il corpo non è visto come una macchina da riparare un pezzo alla volta, ma viene considerato l’organismo nella sua globalità; per cui, affinché la cura sia ritenuta efficace, è necessario l’utilizzo di molte erbe che agiscano anche sugli altri organi non colpiti dalla malattia.

Alcune erbe sono caratterizzate da un’impronta fortemente Yin, altre fortemente Yang; mescolarle insieme può produrre un effetto più leggero o più accentuato, oppure può creare l’equilibrio tra le qualità Yin e quelle Yang.
Per tale motivo il preparato somministrato per una malattia particolare deve comunque essere benefico per l’intero organismo.
Inoltre nel decidere il rimedio appropriato per una malattia, la farmacopea orientale considera i sintomi anche in rapporto alla costituzione del paziente, alle sue abitudini alimentari ed alla situazione ambientale.
Il motivo del perché i preparati della farmacopea orientale contengono tanti ingredienti sta nel fatto che non possiamo trattare un organo separatamente dal resto del corpo: solo quando l’intero organismo ha ritrovato il suo equilibrio energetico si può affermare che si è raggiunta la vera guarigione.

Come nella dietetica cinese, anche la farmacopea differenzia la cura delle malattie acute da quelle croniche, utilizzando per le prime composti costituiti da un elemento soltanto, per le seconde vari tipi di erbe.

Il metodo XiuZhenDao, seguendo la tradizione ed integrandola col suo particolare punto di vista, codifica l’effetto delle varie erbe e delle diverse formulazioni suddividendole nel loro specifico effetto sul Qi umano.